Yamaha Niken - Test ride

Yamaha Niken: come va?

Domanda complessa, visto l’argomento. Risposta semplice: beeeeeeneeeeeee!

Yamaha Niken: difetti

Veniamo subito ai difetti, qualcuno ce l’ha.

Le pedane: sono troppo lunghe. Io ho l’abitudine di tenere il piede appoggiato in punta sull’esterno della pedana. Con questa moto sembra di avere le gambe apertissime! In realtà è una sensazione data appunto dalle pedane lunghe più del dovuto. La moto è stretta di gambe, bisogna solo ricalibrare la posizione e tenere i piedi in un altro posto.

Gli specchietti: parlo io che ho la ZSX con le antenne della formica… la posizione è la migliore, con gli specchietti attaccati al cupolino e non al manubrio si vede molto meglio, però allargano troppo la sagoma della moto. E dire che nonostante tutta la carenatura davanti per proteggere la sospensione anteriore, la moto sarebbe stata più stretta del manubrio, quindi di dimensioni accettabili. In curva in un paio di occasioni mi è sembrato che lo specchietto stesse per dare un cinque al paletto segnaletico.

Il plexiglass: troppo basso. Non arrivano ventate di aria come su una naked, ma qualche cm in più avrebbe aiutato.

Sound: il 3 cilindri ha alte potenzialità, la MT09 o la XSR suonano benissimo, perché la Niken ai 5000 giri sembra un T-Max al semaforo?

Beh, dunque se i difetti si limitano a pedane, specchietti, plexiglass e terminale di scarico… il terrore e pregiudizio che tutti hanno verso questa moto dov’è?

Non c’è… è completamente infondato!

Yamaha Niken - Test ride

Da quando ho messo la foto su Whatsapp e Instagram la risposta che do di continuo è sempre la stessa: fa benissimo la Yamaha a farla provare il più possibile. Anzi, non appena la produzione aumenterà dovrebbero darle anche ai concessionari! Ammetto, eravamo un po’ pessimisti dopo il test ride sulle dolomiti dell’anno scorso con l’Energica… tanto che abbiamo prenotato via internet anche un secondo test ride con le MT-10 giusto per essere sicuri di non fare la strada per niente.

Molveno

Eh già, perché, altra cosa positivissima… la cornice del test era Molveno! Villaggio Yamaha sul lago, con tanto di M1 ed R1 esposte, Virgin Radio e tour in moto. Un’ottima iniziativa!

La Niken era la moto con il percorso più lungo, 13Km andata e 13Km ritorno. Briefing e poi in sella.

Yamaha Niken - Percorso test ride

Pesare pesa eh, sono 260Kg. Non l’ho dovuta muovere da fermo quindi non so aggiungere molto, ma sicuramente nel tirarla su dal cavalletto non è un fuscello. Tuttavia mai come le Energica, pur parlando di pesi simili. Ma è nel “simili” forse la differenza: avendo tutto questo peso davanti a causa della strana fattezza dell’anteriore, la Niken può permettersi di spostare la seduta del pilota più indietro, cambiando notevolmente i pesi in gioco. Qui (letto ovviamente, non avevamo dietro la bilancia!!) si parla di 50-50 quando il pilota è a bordo, non con la moto senza pilota.

Accensione e si parte!

Seduti sul posto di comando l’ergonomia è buona, fa solo un po’ strano aver tutta questa carenatura in plastica davanti, ma basta non guardare giù. Già, guardare giù… nei primi metri in sella è tutto stranamente normale. Basta non guardare giù e sembra una moto. Sarà per questo che continuano a ripetere che è una moto vera?

Yamaha Niken - Comandi

Questa volta io e Filippo avevamo l’interfono e quindi potevamo scambiarci impressioni direttamente in sella e nonostante venissimo da due moto (nostre) diverse, le impressioni erano esattamente quelle che scrivo: “eppur è una moto“.

Facciamo qualche km ridendo e scherzando perché guardando chi ci precede, l’impressione è di vedere uno seduto su una moto che va via storta in diagonale. Da dietro basta non essere perfettamente in linea con quello davanti che si vede di più una delle due ruote anteriori e l’effetto ottico è esattamente quello.

Arrivano le curve

Meno male che siamo a Molveno e non in via Emilia stavolta… arrivano le prime pieghe e la curiosità è tanta. Prima un destra, poi un sinistra… caspita, ma si piega normalmente. Poi una S… e si piega normalmente. Poi un’altra curva e si piega normalmente… ma il gas si apre prima. Come prima? Eh già!

La confidenza… forse Niken non vuole dire doppia spada come ci vogliono far credere, ma è la traduzione di Confidenza! Con questa moto abbiamo fatto solo 26Km ma più passavano le curve e più aprivamo prima o, ancora meglio, mollavamo i freni prima. Perché?

Difficile dirlo… è sicuramente l’effetto della doppia ruota, ma di fatto una volta in sella non è che si capisca di averne due, quindi da dove arriva la magia? Le 4 forcelle e la sospensione credo facciano tutto il lavoro… assorbe le buche e copia la strada alla perfezione, invitando a percorrere ogni curva (soprattutto quelle lente) più velocemente.

Più ci si prova e più ci si riesce… bellissimo. In auricolare si sentiva spesso “dai che provo a prendere questo tornantino più forte” e… niente, la Niken te lo fa fare. Sbalorditivo.

Probabilmente è una pratica che anche con le nostre moto potremmo fare con buoni risultati: spesso (per non dire sempre) il limite della moto è molto più in là di quello che ci imponiamo e basterebbe fare la curva con più naturalezza. Qui però l’effetto placebo della aderenza anteriore gioca un ruolo fondamentale. Il bello però è che la metti alla prova in curva… e ti sfida riuscendoci.

In rettilineo se si prende una buca la sensazione è più o meno la solita a cui siamo abituati con le sospensioni tradizionali. La vera rivoluzione è la buca o sconnessione in curva: la senti, ma la moto non si scuote neanche un po’, rimane un compasso.

Credo proprio che questa moto scalzi di diritto la moto che fino ad ora avevo preferito nel breve spazio del test ride, ovvero la K1600GT.

Yamaha Niken - Test ride

Se avessero accettato i soldi del monopoli avrei firmato subito un contratto di acquisto… mai sceso così contento da una moto in così poco tempo. Non sono tantissimi i 15.000€ di acquisto, se si pensa allo sforzo produttivo per una soluzione del genere, ma sono tanti pensando che è un mezzo destinato al divertimento. Chissà, magari sono rimasto contento solo io, sarà un totale flop e tra qualche anno gli usati saranno a prezzi ridicoli! Anche se non credo… non c’erano molte persone scontente nei test ride.

Altri test ride

Ultimi ma non per ultimi, aggiungo anche i feedback degli altri due test ride che abbiamo fatto a Molveno.

Yamaha MT10 SP: una bella naked come si deve. Non avevo mai provato il motore della R1 con l’albero a croce e devo dire che spiazza parecchio. Sound bicilindrico, schiena bella carica… sembra di guidare un twin! Sono parecchio impedito con le impennate… anche con la Niken ho provato qualche sfrizionata ma niente. Con questa invece sono uscito da una curva con il gas a metà, in seconda, l’ho tenuto costante e… da sola ha iniziato ad alzarsi. Una bellissima sensazione… <3

XSR900 Garage Metal

Yamaha XSR900 Garage Metal: è la versione a manubrio basso, café racer, della XSR900. La scomodità fatta moto. Sembra di abbracciare un toro meccanico, mi facevano male i polsi dopo (davvero) 500m. Poco intuitiva da guidare, difficile trovare le informazioni sul cruscotto se non abbassando molto lo sguardo e impossibile avere una visione chiara dagli specchietti. Credo valga la pena di prenderla solo per andare al bar a parcheggiarla.

 

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